Costruzione dei verba dicendi
I verba dicendi sono i verbi latini che significano “dire”, “raccontare”, “narrare”, “tramandare” (come dicor, feror, trador, putor, perhibeor, existimor) e, quando sono usati al passivo, possono avere due costruzioni diverse.
1. Costruzione personale (con nominativo e infinito)Si usa con i tempi semplici (presente, imperfetto, futuro, ecc.).
In italiano si traduce in modo impersonale, cioè con
“si dice che…”
“si racconta che…”
seguito da una proposizione soggettiva (cioè con “che + verbo”).
Esempio:
Caesar dicitur bellum vicisse
→ Si dice che Cesare abbia vinto la guerra.
2. Costruzione impersonale (con accusativo e infinito)
Si usa con i tempi composti (perfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore), con la perifrastica passiva, con i verbi servili e spesso nelle frasi incidentali.
In questo caso, il soggetto latino diventa un accusativo e la frase si traduce sempre in modo impersonale, tipo:
Si dice che…
Si pensava che…
Si raccontò che…
Si deve ritenere che…
Esempi:
Hannibalem adesse Romam nuntiatum est.
→ Si diffuse la voce che Annibale si avvicinava a Roma.
Discipulum existimandum est disertum fuisse.
→ Si deve ritenere che l’allievo sia stato eloquente.
Dici potest virtutem ad beate vivendum satis esse.
→ Si può dire che la virtù basti per vivere felicemente.
Germani ad castra venerunt, ut dicebatur, ut peterent pacem.
→ I Germani si recarono all’accampamento, come si diceva, per chiedere la pace.
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