"Il modo migliore di vendicarsi d'un'offesa è di non rendersi simili agli offensori"(Marco Aurelio, Colloqui con sé stesso,VI,6) .
Queste sono le parole con le quali Epitteto bolla a fuoco l’insipienza di rispondere all’offesa con l’offesa: “E dunque? Non danneggerò chi mi danneggia? Innanzitutto considera cos'è il danno e ricordati di quanto hai sentito dire dai filosofi. Infatti, se il bene è nella proairesi (l'intenzionalità) ed il male allo stesso modo è nella proairesi, scruta se quel che stai dicendo non è qualcosa del genere: "E dunque? Siccome quello ha danneggiato se stesso commettendo un'ingiustizia contro di me, io non danneggerò me stesso commettendo un'ingiustizia contro di lui?"(Franco Scalenghe).
Ταράσσει τοὺς ἀνθρώπους οὐ τὰ πράγματα, ἀλλὰ τὰ περὶ τῶν πραγμάτων δόγματα"
(Ench. 5, 1)
Trad. lett.: spaventano gli uomini non i fatti ma le opinioni riguardo i fatti.
Dunque, non sono i fatti in sé a spaventare gli uomini, ma le idee che di essi se ne fanno.
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