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Visualizzazione dei post con l'etichetta cultura

Proserpina Igino

 Proserpina – Igino  Versione di Latino  Ceres cum  raptam a Plutone Proserpinam filiam diu quaessit, tandem aliquando eam esse apud inferos comperit, quia a Plutone, sive Orco, fratre Iovis, rapta fuerat. Pro qua re cum Iovis implorasset auxilium, ille respondit posse eam reverti, si nihil apud inferos gustasset.  Illa autem Punici mali in Elysio grana gustaverat: inde Proserpina ad superos remeare non potuit. Ceres postea meruisse dicitur ut Proserpina sex esset cum matre mensibus, sex cum marito. Traduzione        Cerere, avendo cercato a lungo la figlia Proserpina, rapita da Plutone, venne a conoscenza infine che ella si trovava presso gli Inferi, poiché era stata rapita da Plutone, o Orco, fratello di Giove.  Per questo motivo, avendo invocato l'aiuto di Giove, egli rispose che quella sarebbe potuta ritornare, se non avesse assaggiato niente presso gli Inferi. Ella, però, nei campi Elisi aveva assaggiato  i chicchi del melo pun...

Senofonte

E, meravigliosamente, affermò: ἐξ ὅτουπερ ξυνιέναι τὰ λεγόμενα ἠρξάμην οὐπώποτε διέλειπον καὶ ζητῶν καὶ μανθάνων ὅ τι ἐδυνάμην ἀγαθόν "Sin da quando ho cominciato a ragionare, non ho mai cessato, per quanto mi è stato possibile, di cercare ed imparare il bene".  (Senofonte, Apologia 16)

Platone Lettera VII

 L'unica ritenuta autentica  LA VITA DELL'UOMO E' SIMILE A UN CORTEO GUIDATO DALLA FORTUNA Platone, VII lettera  La vita degli uomini: un corteo di maschere guidato dalla Fortuna – Luciano di Samosata Εδόκει μοι ὁ τῶν ἀνθρώπων βίος πομπῇ τινι μακρᾷ προσεοικέναι, χορηγεῖν δὲκαὶ διατάττειν ἕκαστα ἡ Τύχη, διάφορα καὶ ποικίλα τοῖς πομπευταῖς τὰ σχήματαπροσάπτουσα• τὸν μὲν γὰρ λαβοῦσα, εἰ τύχοι, βασιλικῶς διεσκεύασεν, τιάραν τεἐπιθεῖσα καὶ δορυφόρους παραδοῦσα καὶ τὴν κεφαλὴν στέψασα τῷ διαδήματι, τῷ δὲ οἰκέτου σχῆμα περιέθηκεν• τὸν δέ τινα καλὸν εἶναι ἐκόσμησεν, τὸν δὲ ἄμορφονκαὶ γελοῖον παρεσκεύασεν• παντοδαπὴν γάρ, οἶμαι, δεῖ γενέσθαι τὴν θέαν. Πολλάκις δὲ καὶ διὰ μέσης τῆς πομπῆς μετέβαλε τὰ ἐνίων σχήματα οὐκ ἐῶσα εἰς τέλοςδιαπομπεῦσαι ὡς ἐτάχθησαν, ἀλλὰ μεταμφιέσασα τὸν μὲν Κροῖσον ἠνάγκασε τὴντοῦ οἰκέτου καὶ αἰχμαλώτου σκευὴν ἀναλαβεῖν, τὸν δὲ Μαιάνδριον τέως ἐν τοῖς10οἰκέταις πομπεύοντα τὴν τοῦ Πολυκράτους τυραννίδα μετενέδυσε. Καὶ μέχρι μέντινος εἴασε χρῆσθαι τῷ σχήματ...

Senofonte Pace, benessere e dignità

 Senofonte - Pace, benessere e dignità Εἰ δέ τις αὖ εἰς χρήματα κερδαλεώτερον νομίζει εἶναι τῇ πόλει πόλεμον ἢ εἰρήνην, ἐγὼ μὲν οὐκ οἶδα πῶς ἂν ἄμεινον ταῦτα κριθείη ἢ εἴ τις τὰ προγεγενημένα ἐπανασκοποίη τῇ πόλει πῶς ἀποβέβηκεν. Εὑρήσει γὰρ τό τε παλαιὸν ἐν εἰρήνῃ μὲν πάνυ πολλὰ χρήματα εἰς τὴν πόλιν ἀνενεχθέντα, ἐν πολέμῳ δὲ ταῦτα πάντα καταδαπανηθέντα• γνώσεται δὲ καὶ ἐν τῷ νῦν χρόνῳ διὰ μὲν τὸν πόλεμον καὶ τῶν προσόδων πολλὰς ἐκλειπούσας καὶ τὰς εἰσελθούσας εἰς παντοδαπὰ πολλὰ καταδαπανηθείσας, ἐπεὶ δὲ εἰρήνη γεγένηται, ηύξημένας τε τὰς προσόδους, καὶ ταύταις ἐξὸν τοῖς πολίταις χρῆσθαι ὅ τι βούλοιντο. Εἰ δέ τίς με ἐπερωτώῃ• «Η καί, ἄν τις ἀδικῇ τὴν πόλιν, λέγεις ὡς χρὴ καὶ πρὸς τοῦτον εἰρήνην ἄγειν;». Οὐκ ἂν φαίην• ἀλλὰ μᾶλλον λέγω ὅτι πολὺ θᾶττον ἂν τιμωροίμεθα αὐτούς, εἰ μηδένα παρέχοιμεν ἀδικοῦντα• οὐδένα γὰρ ἂν ἔχοιεν σύμμαχον. Se si crede che in ambito finanziario la guerra sia più redditizia della pace per la città, io non so come si potrebbe valutare questa questione meg...

Un faro

 “Tu pensa se intorno hai sempre avuto un punto di riferimento, un faro che ti ricordava dove dovevi andare: potevi stare al buio, nella tempesta, potevi stare allo sbando totale, ma lo sapevi che comunque quel faro stava là… E ti fidavi così tanto di quel faro che ci hai costruito tutto intorno, tutto il villaggio, tutta la vita tua, dando per scontato che sarebbe stato là sempre. E poi un giorno, all’improvviso… Rimani al buio in mezzo alle macerie”  ZeroCalcare 

Il popolo napoletano liberò Napoli dai nazifascisti combattendo anche con le pietre

IL CORAGGIO DEI NAPOLETANI  Durante le   Quattro Giornate di Napoli , dal 27 al 30 settembre 1943, il popolo napoletano insorse contro l’occupazione nazista.   Questa insurrezione popolare, che coinvolse civili (uomini, donne e bambini) e militari fedeli al Regno del Sud, portò alla liberazione della città dalle forze tedesche . I napoletani, esasperati dalle razzie e dalle violenze, combatterono con tutto ciò che avevano a disposizione, inclusi sassi e oggetti di uso quotidiano .  Questo indomito coraggio e la fiera determinazione dei Napoletani valsero alla città di Napoli la Medaglia d’Oro al Valor Militare . Ricordiamo la canzone storica napoletana Tammurriata Nera, che racconta la storia del Secondo dopoguerra, una storia fatta di anche violenze a danno di donne napoletane, trasformata dall'arte in un capolavoro immortale. Un canto popolare che sa anche essere denuncia, di cui riportiamo il testo. N.C.C.P. (Nuova Compagnia Di Canto Popolare) Testo "Tammuriata Ne...

Perché studiare greco e latino?

 « Se qualcuno dovesse chiedermi, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo, risponderei: “prima di tutto, solo cose “inutili”, greco antico, latino, matematica pura e filosofia. Tutto quello che è inutile nella vita”. Il bello è che così, all’età di 18 anni, si ha un bagaglio di sapere inutile con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose. » Agnes Heller, “Solo se sono libera”

Civiltà e ossa rotte

 Anni fa, uno studente chiese all'antropologa Margaret Mead quale fosse secondo lei il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami da pesca, vasi di terracotta o pietre per macinare. Ma non fu così. La studiosa Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era rappresentato da un femore (osso della coscia) rotto e poi guarito. Mead spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume per bere o andare a caccia di cibo. Sei carne per bestie in agguato. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo da far guarire l'osso. Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso del tempo per stare con chi è caduto, ha fasciato la ferita, ha portato la persona in salvo e l'ha assistita durante la convalescenza. Aiutare qualcun altro nelle difficoltà è lì che inizia la civiltà, ha infine aggiunto la dottoressa Mead. Diamo il meglio di noi ...

100 libri da leggere assolutamente nella vita

orgoglio e pregiudizio – Jane austen il signore degli anelli – j.r.r. Tolkien il profeta – kahlil gibran Harry Potter – j.k. rowling se questo è un uomo – primo levi la Bibbia cime tempestose – Emily bronte 1984 – George orwell i promessi sposi – Alessandro Manzoni la divina commedia – dante alighieri piccole donne – louisa may alcott l’opera completa di shakespea il giardino dei finzi contini – giorgio bassa lo hobbit – j.r.r. tolki il nome della rosa – umberto e il gattopardo – tommasi di lampedus il processo – franz kafk le affinità elettive – goet il grande Gatsby – f. scott fitzgerald guerra e pace – lev tolstoi delitto e castigo – fedor dostoevski odissea – omero iliade- omero alice nel paese delle meraviglie – lewis carrol L’insostenibile leggerezza dell’essere – milan kundera anna karenina – lev tolstoi david copperfield – charles dickens emma – jane austen libro cuore – edmondo de amicis la coscienza di zeno – italo svevo il cacciatore di aquiloni – khaled hosseini la fattoria...

Una lezione del grammaticus Orbilio

Versione di latino con Analisi Venusiae, in Apulia , Orbilius grammaticus litteras Latinas Graecasque discipulos docet. Inter discipulos parvus Horatius est, qui ... . ANALISI Venusiae = complemento di stato in luogo, particolarità perché è un nome proprio di prima declinazione e allora invece di IN + ablativo, si mette in caso locativo, un vecchio caso che ha le stesse uscite del genitivo  in Apulia =complemento di stato in luogo IN + ablativo femminile singolare Apulia, ae 1a declin  Orbilius = soggetto nominativo maschile singolare di 2 declinazione  grammaticus = apposizione nominativo maschile singolare di 2 declinazione  litteras Latinas Graecasque = compl. Oggetto accusativo femminile plurale particolarità della prima declinazione littera, ae al singolare lettera dell'alfabeto; litterae, arum al plurale letteratura o lettera missiva. + due attributi Latinus, a, un e Graecus, a, un  discipulos = accusativo retto dal verbo docet  docet = 3a persona si...

Apuleio Apologia 15

Apuleio in Apologia, 15, tratta del rapporto fra l’uomo e lo specchio.   Questo brano venne utilizzato alla seconda sessione della Maturità classica nell'anno 1965. An turpe arbitraris formam suam spectaculo assiduo explorare? An non Socrates philosophus ultro etiam suasisse fertur discipulis suis, crebro ut semet in speculo contemplarentur, ut qui eorum foret pulchritudine sibi complacitus impendio procuraret, ne dignitatem corporis malis moribus dedecoraret, qui vero minus se commendabilem forma putaret sedulo operam daret, ut virtutis laude turpitudinem tegeret? Adeo vir omnium sapientissimus speculo etiam ad disciplinam morum utebatur. Demosthenen vero, primarium dicendi artificem, quis est qui non sciat semper ante speculum quasi ante magistrum causas meditatum: ita ille summus orator cum a Platone philosopho facundiam hausisset, ab Eubulide dialectico argumentationes edidicisset, novissimam pronuntiandi congruentiam ab speculo petivit. Traduzione in italiano  Ritien...

Testo espositivo argomentativo sull'adolescenza

L'adolescenza è la fase della vita che comincia verso i 12 anni e finisce verso i 20 anni circa. Corrisponde quindi al passaggio dall'età infantile all'età adulta di ogni individuo. Durante questi anni, ognuno di noi affronta un lungo e duro percorso dal punto di vista psicologico e fisico. In particolare, ci sono grandi diversità tra maschi e femmine sia per quanto riguarda il corpo che l'anima. Fino ai primi anni del Novecento, l'adolescenza veniva vissuta in maniera completamente diversa da oggi, in quanto i ragazzi erano obbligati a prepararsi alla vita adulta e quasi tutti i giovani dovevano aiutare i loro genitori nel lavoro, si dovevano impegnare quotidianamente nelle botteghe di famiglia e nelle cave e nelle fabbriche. Oggi invece la maggior parte dei ragazzi vive in strada, non ha nessuna voglia di impegnarsi nello studio né di lavorare né di imparare, anzi molti giovani vivono la loro vita senza alcun desiderio e senza alcuna ambizione e, di conseguenza,...

LA RINASCITA DELLE CITTA’ E DELLE ATTIVITA’ MANIFATTURIERE E COMMERCIALI. IL RITORNO ALLA CITTA’ DOPO IL MILLE

UN’IMPETUOSA RIPRESA DEMOGRAFICA Dopo il Mille si ebbe un forte aumento della popolazione e il recupero delle città. LA VIVACITA’ DELLA VITA URBANA Aumentando la popolazione e migliorando l’agricoltura, ripresero anche le attività commerciali e artigianali nelle città. Le città cominciarono a rifiorire nacquero nuove città lungo i fiumi e lungo i percorsi dei pellegrini. Anche i mercanti allargarono i loro orizzonti (cominciarono ad andare nei paesi più lontani) e cominciarono a investire il loro denaro per comprare ricchezze e fecero sviluppare costantemente le città . MANIFATTURE, BOTTEGHE E MERCATI Le maggiori città si svilupparono nell’Italia centro-settentrionale (centro e nord), nelle Fiandre (Belgio), nel Nord della Germania. LE CITTA’ NELLA PENISOLA ITALIANA In Italia tra il XII e il XIII si ebbe una rinascita urbana così grande da richiedere l’occupazione di spazi sempre maggiori . Tale crescita in Italia fu più veloce degli altri paesi, grazie agli insedia...

Quando i libri sono nutrimento dell'anima...

“ Senza di me, ma non sono geloso, andrai, piccolo libro a Roma: ahimè, che non è permesso andarvi al tuo padrone. Va’, ma disadorno, come si addice al libro di un esiliato… E nemmeno vergognarti delle macchie! Chiunque le veda capirà Che sono state causate dalle mie lacrime... Va’ libro, e a nome mio saluta i luoghi a me cari! La poesia richiede che sia appartato e tranquillo chi scrive: io sono in balia del mare, del vento, dell’inverno selvaggio. Ma tu va’ per me, e contempla, tu che lo puoi, Roma. Volessero gli dèi che io ora potessi essere il mio libro! ” Tratto da: Ovidio, Tristia, Libro I

Milano, città violenta nei Promessi Sposi

La città di Milano, in preda alla sommossa popolare del 11-12 novembre 1628, detta "tumulto di S. Martino", si ritrova protagonista di una serie di tragici eventi che vedono come protagonista la FOLLA, una massa informe di persone che, stanche della loro triste condizione di fame e miseria, scendono in strada, aggrediscono dapprima i garzoni dei forni, poi assaltano i forni stessi e poi in massa si dirigono verso la casa del vicario con l'intenzione di linciarlo. La folla è dotata di grande forza, ma è difficile da controllare e, soprattutto, disomogenea e disordinata e, pertanto, molto pericolosa. Infatti, la violenza a cui ricorre la folla, nel vano tentativo di farsi giustizia, viene criticata dal Manzoni (attraverso i pensieri e le parole di Renzo) e Manzoni si dimostra totalmente contrario alle sollevazioni popolari, anche perchè la folla è composta da persone totalmente diverse tra loro: donne, uomini, bambini, vecchietti, ma anche uomini crudeli e diabolici che int...