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Aut cum scudo, aut in scudo

Aut cum scudo, aut in scudo.  Questo proverbio latino è una traduzione diretta dell'antica frase greca  Ἢ τὰν ἢ ἐπὶ τᾶς  (E tan e epì tas).  Secondo lo storico Plutarco, questo era il consiglio d'addio che le madri spartane davano ai loro figli prima di consegnare loro i pesanti scudi e partire per la guerra.  Il pesante e ingombrante hoplon (scudo) era vitale per la falange greca. Un guerriero lasciava cadere lo scudo solo se terrorizzato e in fuga dal campo di battaglia.  I guerrieri morti venivano riportati a casa dal campo di battaglia sdraiati sul proprio scudo. Lasciare cadere lo scudo significava codardia, perdita d'onore e pericolo per lo schieramento.  Tornare senza di esso era la massima umiliazione, mentre morire in battaglia – e tornare "su" di esso – garantiva rispetto eterno.  Oggi, la frase funge da metafora per una mentalità del tipo "o la va o la spacca" o "non si ritira".  Simboleggia un impegno incrollabile, un coraggio str...
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NON TANTUM CORPORI SED ETIAM MORIBUS SALUBREM LOCUM ELIGERE DEBEMUS

 NON TANTUM CORPORI SED ETIAM MORIBUS SALUBREM LOCUM ELIGERE DEBEMUS Sen.Ep. Luc. L V Ep 51 Trad.:  non solo per il corpo, ma anche per i costumi dobbiamo scagliere un luogo salutare.  Testo latino - Seneca, Epistulae ad Lucilium, Epistola 51, 3-5 Seneca dà consigli anche su dove si deve andare in vacanza. È bene scegliere luoghi che non presentino spettacoli immorali, ma aiutino lo spirito nella sua crescita.  . [3] Itaque de secessu cogitans numquam Canopum eliget, quamvis neminem Canopus esse frugi vetet, ne Baias quidem: deversorium vitiorum esse coeperunt. Illic sibi plurimum luxuria permittit, illic, tamquam aliqua licentia debeatur loco, magis solvitur.  [4] Non tantum corpori sed etiam moribus salubrem locum eligere debemus; quemadmodum inter tortores habitare nolim, sic ne inter popinas quidem. Videre ebrios per litora errantes et comessationes navigantium et symphoniarum cantibus strepentes lacus et alia quae velut soluta legibus luxuria non tantum pe...

Il processo a Socrate

Testo greco   "Οὐκοῦν, εἰπεῖν τὸν Σωκράτην, θαυμαστὸν καὶ τοῦτό σοι δοκεῖ εἶναι, τὸ ἐν μὲν ταῖς ἄλλαις πράξεσι μὴ μόνον ἰσομοιρίας τυγχάνειν τοὺς κρατίστους, ἀλλὰ καὶ προτετιμῆσθαι, ἐμὲ δέ, ⟨ὅτι⟩ περὶ τοῦ μεγίστου ἀγαθοῦ ἀνθρώποις περὶ παιδείας, βέλτιστος εἶναι ὑπό τινων προκρίνομαι, τούτου ἕνεκα θανάτου ὑπὸ σοῦ διώκεσθαι;"    (Senofonte -  Apologia di Socrate, 21) Traduzione in italiano  «Ebbene», replicò Socrate, «non vi sembra incredibile che, mentre in altri campi coloro che eccellono non solo ricevono un trattamento equo, ma addirittura un onore speciale, io, poiché alcuni mi giudicano eccellente in quella che è la più grande benedizione dell'uomo – l'istruzione – per questo motivo venga perseguitato da voi con l'accusa di morte?» English Translation  "Well, then," Socrates rejoined, "does it not seem amazing to you that while in other pursuits those who excel do not merely receive equal treatment but are even given special honor, yet I, beca...

Saggezza antica

 Gli dèi non c'entrano Faber est suae quisque fortunae (Orazio) Ognuno è artefice del proprio destino  ὢ πόποι, οἷον δή νυ θεοὺς βροτοὶ αἰτιόωνται. ἐξ ἡμέων γάρ φασι κάκ' ἔμμεναι· οἱ δὲ καὶ αὐτοὶ σφῇσιν ἀτασθαλίῃσιν ὑπὲρ μόρον ἄλγε' ἔχουσιν,(Odissea, I, 32 ss) Ma guarda tu! Adesso gli uomini danno ogni colpa agli dèi! Secondo loro, tutti i mali proverrebbero da noi: ma sono loro, con la loro stoltezza, al di là del destino, a procurarsi i gu ai.

Plutarco e l'educazione dei figli

 I padri, esempi dei figli πρὸ πάντων γὰρ δεῖ τοὺς πατέρας τῷ μηδὲν ἁμαρτάνειν ἀλλὰ πάνθ' ἃ δεῖ πράττειν ἐναργὲς αὑτοὺς παράδειγμα τοῖς τέκνοις παρέχειν, ἵνα πρὸς τὸν τούτων βίον ὥσπερ κάτοπτρον ἀποβλέποντες ἀποτρέπωνται τῶν αἰσχρῶν ἔργων καὶ λόγων. ὡς οἵτινες τοῖς ἁμαρτάνουσιν υἱοῖς ἐπιτιμῶντες τοῖς αὐτοῖς ἁμαρτήμασι περιπίπτουσιν, ἐπὶ τῷ ἐκείνων ὀνόματι λανθάνουσιν ἑαυτῶν κατήγοροι γιγνόμενοι· τὸ δ' ὅλον φαύλως ζῶντες οὐδὲ τοῖς δούλοις παρρησίαν ἄγουσιν ἐπιτιμᾶν, μή τί γε τοῖς υἱοῖς. (Plutarco, De liberis educandis, 14a) Prima d'ogni altra cosa, è fondamentale che i padri si comportino in modo irreprensibile e facciano quanto è necessario onde essere per i figli un fulgido esempio, affinché essi, guardando alla loro vita come ad uno specchio, desistano dal comportarsi e parlare in modo vergognoso. Quei genitori che rimproverano ai figli le loro stesse malefatte, non fanno che accusare incosciamente se stessi sotto il nome dei figli. Se insomma essi genitori conducono una ...

Humanitas di Seneca nei confronti dei servi

 "SERVI SUNT" . IMMO HOMINES. "SERVI SUNT " IMMO CONTUBERNALES. "SERVI SUNT ". IMMO HUMILES AMICI. " SERVI SUNT" . IMMO CONSERVI. SENECA, Lettere a Lucilio, L.V. Let. 47.   Traduzione   Sono servi, piuttosto sono uomini. Sono servi, piuttosto persone che vivono come noi. Sono servi. Piuttosto umili amici. Sono servi. Piuttosto compagni di servitù.  In questa lettera Seneca espone il suo pensiero riguardo ai servi, pensiero umanissimo conforme ai suoi ideali filosofici, i servi sono uomini come tutti, nulla li differenzia dai padroni. Ed è ridicolo, a suo avviso, che i padroni si vergognino di cenare con i loro servi. 

Frammento 122 W Archiloco

 Eclisse    Il frammento 122 West di Archiloco descrive un’eclisse totale di sole, molto probabilmente quella che nel 648 a.C. interessò l’Egeo settentrionale.  Secondo molti critici, il poeta fu testimone oculare di quell’evento mentre si trovava sull’isola di Taso (la più settentrionale dell’Egeo), che suo padre aveva colonizzato per conto dell’oligarchia aristocratica della sua isola natale, Paro, nelle Cicladi.   Testo greco  χρημάτων ἄελπτον οὐδέν ἐστιν οὐδ' ἀπώμοτον θαυμάσιον, ἐπειδὴ Ζεὺς πατὴρ ᾿Ολυμπίων ἐκ μεσημβρίης ἔθηκε νύκτ', ἀποκρύψας σέλας ἡλίου λάμποντος, λυγρὸν δ' ἦλθ' ἐπ' ἀνθρώπους δέος. ἐκ δὲ τοῦ καὶ πιστὰ πάντα κἀπίελπτα γίνεται ἀνδράσιν• μηδεὶς ἔθ' ὑμέων θαυμαζέτω ὁρέων μηδ' ὅταν δελφῖσι θῆρες ἀνταμείψωνται νομὸν ἐνάλιον, καί σφιν θαλάσσης ἠχέεντα κύματα φίλτερ' ἠπείρου γένηται, τοῖσι δ' ὑλέειν ὄρος. Archiloco (Fr. 122 West)   Traduzione in italiano  Nulla di inatteso vi è più, né impossibile, né straordinario, dacché Zeus, padr...