«Muore giovane colui che al cielo è caro» tratto da un frammento del commediografo Menandro, reso famosissimo in Italia da Giacomo Leopardi che la pose come epigrafe del suo canto Amore e morte. E così Leopardi la riprese nella sua poesia Amore e Morte: “Muor giovane colui ch'al cielo è caro”…
Elena, la donna bellissima, la rovina, l’enigma Pochi personaggi della letteratura sono così complessi e detestati quanto Elena, Ἀργείην Ἑλένην, ἧς εἵνεκα πολλοὶ Ἀχαιῶν ἐν Τροίῃ ἀπόλοντο φίλης ἀπὸ πατρίδος αἴης· Elena Argiva, a causa della quale molti Achei a Troia perirono, lontani dalla cara patria (Iliade II, 161-162). Elena la cagna, come lei stessa si definisce, fonte di pena per Ettore valoroso (Iliade, VI, 356) e, assieme alla sorella Clitemnestra, rovina per gli Atridi perseguitati da trame di donne γυναικείας διὰ βουλὰς (Odissea XI 438). Affascinante, ammaliante, contraddittoria. Consapevole del suo nefasto potere sugli uomini, potere che però non ha scelto lei di esercitare. Colpevole e sola, disprezzata dalle donne Troiane. Così si sfoga con Priamo: ὡς ὄφελεν θάνατός μοι ἁδεῖν κακὸς ὁππότε δεῦρο υἱέϊ σῷ ἑπόμην θάλαμον γνωτούς τε λιποῦσα παῖδά τε τηλυγέτην καὶ ὁμηλικίην ἐρατεινήν. ἀλλὰ τά γ' οὐκ ἐγένοντο· τὸ καὶ κλαίουσα τέτηκα (...