Satis elucet maiorem habere vim ad discendum liberam curiositatem quam meticulosam necessitatem. S. AGOSTINO È chiaro che l'interesse spontaneo induce all'apprendimento con maggior efficacia della costrizione che incute timore.
La tragedia come mimesi La tragedia viene considerata da Aristotele il genere poetico per eccellenza, e lo dimostra il ruolo rilevante che occupa nello svolgimento della Poetica: ἔστιν οὖν τραγωδία μίμησις πράξεως σπουδαίας και τελείας, μέγεθος ἔχούσης, ηδυσμένω λόγω χωρῖς ἐκάστω τῶν εἰδῶν ἐν τοῖς μορίοις, δρώντων καὶ οὐ δι' ἀπαγγελίας, δί ἐλέου καὶ φόβου περαίνουσα τὴν τοιούτων παθημάτων κάθαρσιν. "La tragedia è un'imitazione di un'azione seria e compiuta in se stessa, avente una certa estensione, con un linguaggio adorno ed appropriato a ciascun aspetto dell'azione nelle sue varie parti, eseguita, invece che per mezzo di una narrazione, da personaggi che agiscono. Essa realizza mediante la pietà e la paura la purificazione di siffatte passioni". (Aristotele, Poetica, 1449 b24-28) “Tragedy, then, is an imitation of an action that is serious, complete in itself, and of a certain magnitude; in embellished language, with each kind of ornament used separately i...