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Il processo a Socrate

Testo greco   "Οὐκοῦν, εἰπεῖν τὸν Σωκράτην, θαυμαστὸν καὶ τοῦτό σοι δοκεῖ εἶναι, τὸ ἐν μὲν ταῖς ἄλλαις πράξεσι μὴ μόνον ἰσομοιρίας τυγχάνειν τοὺς κρατίστους, ἀλλὰ καὶ προτετιμῆσθαι, ἐμὲ δέ, ⟨ὅτι⟩ περὶ τοῦ μεγίστου ἀγαθοῦ ἀνθρώποις περὶ παιδείας, βέλτιστος εἶναι ὑπό τινων προκρίνομαι, τούτου ἕνεκα θανάτου ὑπὸ σοῦ διώκεσθαι;"    (Senofonte -  Apologia di Socrate, 21) Traduzione in italiano  «Ebbene», replicò Socrate, «non vi sembra incredibile che, mentre in altri campi coloro che eccellono non solo ricevono un trattamento equo, ma addirittura un onore speciale, io, poiché alcuni mi giudicano eccellente in quella che è la più grande benedizione dell'uomo – l'istruzione – per questo motivo venga perseguitato da voi con l'accusa di morte?» English Translation  "Well, then," Socrates rejoined, "does it not seem amazing to you that while in other pursuits those who excel do not merely receive equal treatment but are even given special honor, yet I, beca...
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Saggezza antica

 Gli dèi non c'entrano Faber est suae quisque fortunae (Orazio) Ognuno è artefice del proprio destino  ὢ πόποι, οἷον δή νυ θεοὺς βροτοὶ αἰτιόωνται. ἐξ ἡμέων γάρ φασι κάκ' ἔμμεναι· οἱ δὲ καὶ αὐτοὶ σφῇσιν ἀτασθαλίῃσιν ὑπὲρ μόρον ἄλγε' ἔχουσιν,(Odissea, I, 32 ss) Ma guarda tu! Adesso gli uomini danno ogni colpa agli dèi! Secondo loro, tutti i mali proverrebbero da noi: ma sono loro, con la loro stoltezza, al di là del destino, a procurarsi i gu ai.

Plutarco e l'educazione dei figli

 I padri, esempi dei figli πρὸ πάντων γὰρ δεῖ τοὺς πατέρας τῷ μηδὲν ἁμαρτάνειν ἀλλὰ πάνθ' ἃ δεῖ πράττειν ἐναργὲς αὑτοὺς παράδειγμα τοῖς τέκνοις παρέχειν, ἵνα πρὸς τὸν τούτων βίον ὥσπερ κάτοπτρον ἀποβλέποντες ἀποτρέπωνται τῶν αἰσχρῶν ἔργων καὶ λόγων. ὡς οἵτινες τοῖς ἁμαρτάνουσιν υἱοῖς ἐπιτιμῶντες τοῖς αὐτοῖς ἁμαρτήμασι περιπίπτουσιν, ἐπὶ τῷ ἐκείνων ὀνόματι λανθάνουσιν ἑαυτῶν κατήγοροι γιγνόμενοι· τὸ δ' ὅλον φαύλως ζῶντες οὐδὲ τοῖς δούλοις παρρησίαν ἄγουσιν ἐπιτιμᾶν, μή τί γε τοῖς υἱοῖς. (Plutarco, De liberis educandis, 14a) Prima d'ogni altra cosa, è fondamentale che i padri si comportino in modo irreprensibile e facciano quanto è necessario onde essere per i figli un fulgido esempio, affinché essi, guardando alla loro vita come ad uno specchio, desistano dal comportarsi e parlare in modo vergognoso. Quei genitori che rimproverano ai figli le loro stesse malefatte, non fanno che accusare incosciamente se stessi sotto il nome dei figli. Se insomma essi genitori conducono una ...

Humanitas di Seneca nei confronti dei servi

 "SERVI SUNT" . IMMO HOMINES. "SERVI SUNT " IMMO CONTUBERNALES. "SERVI SUNT ". IMMO HUMILES AMICI. " SERVI SUNT" . IMMO CONSERVI. SENECA, Lettere a Lucilio, L.V. Let. 47.   Traduzione   Sono servi, piuttosto sono uomini. Sono servi, piuttosto persone che vivono come noi. Sono servi. Piuttosto umili amici. Sono servi. Piuttosto compagni di servitù.  In questa lettera Seneca espone il suo pensiero riguardo ai servi, pensiero umanissimo conforme ai suoi ideali filosofici, i servi sono uomini come tutti, nulla li differenzia dai padroni. Ed è ridicolo, a suo avviso, che i padroni si vergognino di cenare con i loro servi. 

Frammento 122 W Archiloco

 Eclisse    Il frammento 122 West di Archiloco descrive un’eclisse totale di sole, molto probabilmente quella che nel 648 a.C. interessò l’Egeo settentrionale.  Secondo molti critici, il poeta fu testimone oculare di quell’evento mentre si trovava sull’isola di Taso (la più settentrionale dell’Egeo), che suo padre aveva colonizzato per conto dell’oligarchia aristocratica della sua isola natale, Paro, nelle Cicladi.   Testo greco  χρημάτων ἄελπτον οὐδέν ἐστιν οὐδ' ἀπώμοτον θαυμάσιον, ἐπειδὴ Ζεὺς πατὴρ ᾿Ολυμπίων ἐκ μεσημβρίης ἔθηκε νύκτ', ἀποκρύψας σέλας ἡλίου λάμποντος, λυγρὸν δ' ἦλθ' ἐπ' ἀνθρώπους δέος. ἐκ δὲ τοῦ καὶ πιστὰ πάντα κἀπίελπτα γίνεται ἀνδράσιν• μηδεὶς ἔθ' ὑμέων θαυμαζέτω ὁρέων μηδ' ὅταν δελφῖσι θῆρες ἀνταμείψωνται νομὸν ἐνάλιον, καί σφιν θαλάσσης ἠχέεντα κύματα φίλτερ' ἠπείρου γένηται, τοῖσι δ' ὑλέειν ὄρος. Archiloco (Fr. 122 West)   Traduzione in italiano  Nulla di inatteso vi è più, né impossibile, né straordinario, dacché Zeus, padr...

Nemesi

Il termine Nemesi deriva dal greco némō (“dividere, distribuire”) ed è la dea che ristabilisce l’equilibrio quando qualcuno supera la giusta misura.  Non rappresenta la vendetta personale, ma una giustizia cosmica che assegna a ciascuno ciò che gli spetta, punendo l’eccesso (hybris). Nella concezione greca, si distingue da altre figure della giustizia:  - Themis incarna l’ordine divino, - Dike regola la giustizia tra gli uomini,  -  Nemesi interviene contro ogni squilibrio.  In Esiodo appare come forza primordiale legata al senso del limite, mentre in Erodoto è implicita nel dialogo tra Solone e Creso, a indicare l’instabilità della fortuna umana. Il suo culto era diffuso, soprattutto a Ramnunte, dove una statua a lei dedicata simboleggiava la punizione della superbia persiana.  Nemesi colpisce infatti chi eccede: ricchezza, potere o successo diventano colpa quando si trasformano in arroganza. Oggi il termine è ridotto a “nemico personale”, perdendo il sign...

Le massime di Marco Aurelio

 Per essere felici Ἐὰν τὸ παρὸν ἐνεργῇς ἑπόμενος τῷ ὀρθῷ λόγῳ, ἐσπουδασμένως, ἐρρωμένως, εὐμενῶς, καὶ μηδὲν ‹παρίῃς› παρεμπόρευμα, ἀλλὰ τὸν ἑαυτοῦ δαίμονα καθαρὸν ἑστῶτα τηρῇς, ὡς εἰ καὶ ἤδη ἀποδοῦναι δέοι· ἐὰν τοῦτο συνάπτῃς μηδὲν περιμένων μηδὲ φεύγων, ἀλλὰ τῇ παρούσῃ κατὰ φύσιν ἐνεργείᾳ καὶ τῇ ὧν λέγεις καὶ φθέγγῃ ἡρωικῇ ἀληθείᾳ ἀρκούμενος, εὐζωήσεις. ἔστι δὲ οὐδεὶς ὁ τοῦτο κωλῦσαι δυνάμενος.(Marco Aurelio, III,12) Se compi le azioni giornaliere seguendo la retta ragione, con determinazione, con energia, con cortesia, senza distrazioni, ma mantenendo il tuo demone sempre puro, quasi tu dovessi renderlo da un momento all'altro; se ti attieni a questo, senza aspettarti nulla e senza sottrarti a nulla, ma limitandoti ad agire sempre in sintonia con la natura e ad essere fermamente sincero in ogni tua parola, tu vivrai felice. E non c'è nessuno che possa impedirtelo.