Il termine Nemesi deriva dal greco némō (“dividere, distribuire”) ed è la dea che ristabilisce l’equilibrio quando qualcuno supera la giusta misura. Non rappresenta la vendetta personale, ma una giustizia cosmica che assegna a ciascuno ciò che gli spetta, punendo l’eccesso (hybris). Nella concezione greca, si distingue da altre figure della giustizia: - Themis incarna l’ordine divino, - Dike regola la giustizia tra gli uomini, - Nemesi interviene contro ogni squilibrio. In Esiodo appare come forza primordiale legata al senso del limite, mentre in Erodoto è implicita nel dialogo tra Solone e Creso, a indicare l’instabilità della fortuna umana. Il suo culto era diffuso, soprattutto a Ramnunte, dove una statua a lei dedicata simboleggiava la punizione della superbia persiana. Nemesi colpisce infatti chi eccede: ricchezza, potere o successo diventano colpa quando si trasformano in arroganza. Oggi il termine è ridotto a “nemico personale”, perdendo il sign...
Per essere felici Ἐὰν τὸ παρὸν ἐνεργῇς ἑπόμενος τῷ ὀρθῷ λόγῳ, ἐσπουδασμένως, ἐρρωμένως, εὐμενῶς, καὶ μηδὲν ‹παρίῃς› παρεμπόρευμα, ἀλλὰ τὸν ἑαυτοῦ δαίμονα καθαρὸν ἑστῶτα τηρῇς, ὡς εἰ καὶ ἤδη ἀποδοῦναι δέοι· ἐὰν τοῦτο συνάπτῃς μηδὲν περιμένων μηδὲ φεύγων, ἀλλὰ τῇ παρούσῃ κατὰ φύσιν ἐνεργείᾳ καὶ τῇ ὧν λέγεις καὶ φθέγγῃ ἡρωικῇ ἀληθείᾳ ἀρκούμενος, εὐζωήσεις. ἔστι δὲ οὐδεὶς ὁ τοῦτο κωλῦσαι δυνάμενος.(Marco Aurelio, III,12) Se compi le azioni giornaliere seguendo la retta ragione, con determinazione, con energia, con cortesia, senza distrazioni, ma mantenendo il tuo demone sempre puro, quasi tu dovessi renderlo da un momento all'altro; se ti attieni a questo, senza aspettarti nulla e senza sottrarti a nulla, ma limitandoti ad agire sempre in sintonia con la natura e ad essere fermamente sincero in ogni tua parola, tu vivrai felice. E non c'è nessuno che possa impedirtelo.