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Tito Livio e le donne

Il dibattito sulla lex Oppia del 195 a.C. rivela il rapporto tra genere, potere e controllo sociale nella Roma repubblicana.

 La legge, nata in un momento di emergenza, diede avvio a un movimento di protesta femminile e un'accesa disputa politica che svela le paure maschili dell’epoca.

La legge, emanata nel 215 a.C. durante la crisi dovuta alla disfatta di Canne, limitava il lusso femminile:

  • divieto di possedere più di mezza oncia d’oro;
  • divieto di indossare abiti dai colori vivaci;
  • divieto di usare carrozze in città, tranne che per cerimonie religiose.

Era una legge suntuaria, ma anche un provvedimento economico e morale: in tempo di guerra, lo Stato voleva evitare sprechi economici e mantenere un rigore pubblico coerente con la situazione di crisi.

Quando la guerra finì e la prosperità tornò, le donne romane non accettarono più quelle restrizioni. 

Tito Livio racconta che le Romane:

  • scesero in strada in massa,
  • bloccarono gli accessi al Foro,
  • fermarono i mariti diretti al voto,
  • chiesero apertamente l’abrogazione della legge.

Per una società che relegava le donne alla sfera domestica, fu un gesto clamoroso: un’azione politica collettiva, pur non avendo diritto di voto.”

Marco Porcio Catone, leader dei conservatori romani, intervenne con un discorso infuocato. Secondo Livio, sosteneva che:

  • se gli uomini già “cedevano” alle mogli in casa,
  • avrebbero finito per cedere anche nello spazio pubblico,
  • e la libertà maschile sarebbe stata “calpestata” dalle intemperanze femminili.

Il suo timore era chiaro: l’abrogazione avrebbe aperto la strada a una supremazia femminile, un vero incubo per il mos maiorum.

Nonostante Catone, prevalse la linea abolizionista proposta dai tribuni Fundanio e Valerio. La lex Oppia fu revocata nel 195 a.C.

È un episodio che mostra:

  • la capacità delle donne romane di influenzare la politica pur senza diritti formali;
  • la tensione tra tradizione e cambiamento nella società repubblicana;
  • la fragilità del potere maschile quando messo di fronte a una mobilitazione collettiva.

Testo latino 



 Recensete omnia muliebria iura quibus licentiam earum adligaverint maiores vestri per quaeque subiecerint viris; quibus omnibus constrictas vix tamen continere potestis. Quid? Si carpere singula et extorquere et exaequari ad extremum viris patiemini, tolerabiles vobis eas fore creditis? Extemplo simul pares esse coeperint, superiores erunt.


Tito Livio - Ab Urbe condita XXXIV 3


Passate in rassegna tutte le leggi riguardanti le donne, con cui i vostri antenati hanno imbrigliato la loro libertà e le hanno sottomesse agli uomini; e tuttavia, nonostante tutti questi vincoli, a fatica riuscite a tenerle a bada. E allora? Se permetterete loro di manomettere questi vincoli strappandoseli di dosso uno a uno e ponendosi alla fine sullo stesso piano degli uomini, credete davvero che riuscirete a tollerarle? Nel momento stesso in cui cominceranno a essere pari, diventeranno superiori.

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