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Discorso di Trasibulo

PREREQUISITI

usi dell'accusativo - usi dell'imperativo e dell'ottativo, usi del participio, agget tivi verbali prop. causali, comparative, concessive, interrogative, relative, periodo ipotetico, usi di ὡς e di ἄν

(Senofonte, Elleniche, 2, 4, 40)

Discorso di Trasibulo 


Trasibulo ocсuра con un piccolo gruppo di Ateniesi il porto del Pireo e l'altura di Munichia. I Trenta fuggono e chiedono aiuto a Sparta; il re spartano Pausania tenta una riconciliazione. In un'assemblea di aristocratici ateniesi si alza a parlare Trasibulo.


 Ὑμῖν, ἔφη, ὦ ἐκ τοῦ ἄστεως ἄνδρες, συμβουλεύω ἐγὼ γνῶναι ὑμᾶς αὐτούς. Μάλιστα δ' ἂν γνοίητε, εἰ ἀναλογίσαισθε ἐπὶ τίνι ὑμῖν μέγα φρονητέον ἐστίν, ὥστε ἡμῶν ἄρχειν ἐπιχειρεῖν. Πότερον δικαιότεροί ἐστε; Ἀλλ᾿ ὁ μὲν δῆμος πενέστερος ὑμῶν ὧν οὐδὲν πώποτε ἕνεκα χρημάτων ὑμᾶς ἡδίκηκεν· ὑμεῖς δὲ πλουσιώτεροι πάντων ὄντες πολλά καὶ αἰσχρὸ ἕνεκα κερδέων) πεποιήκατε. Ἐπεὶ δὲ δικαιοσύνης οὐδὲν ὑμῖν προσήκει, σκέψασθε εἰ ἄρα ἐπ᾿ ἀνδρεία ὑμῖν μέγα φρονητέον. Καὶ τίς ἂν καλλίων κρίσις τούτου γένοιτο ἢ ὡς ἐπολεμήσαμεν πρὸς ἀλλήλους; Ἀλλὰ γνώμη φαίητ᾽ ἂν προέχειν, οἱ ἔχοντες καὶ τεῖχος καὶ ὅπλα καὶ χρήματα καὶ συμμάχους Πελοποννησίους ὑπὸ τῶν οὐδὲν τούτων ἐχόντων περιείληφθε; Ἀλλ' ἐπὶ Λακεδαιμονίοις δὴ οἴεσθε μέγα φρονητέον εἶναι; Πῶς, οἵγε ὥσπερ τοὺς δάκνοντας κύνας κλοιῷ δήσαντες παραδιδόασιν, οὕτω κἀκεῖνοι ὑμᾶς παραδόντες τῷ ἠδικημένῳ τούτῳ δήμῳ οἴχονται ἀπιόντες; 


Traduzione in italiano  

 «A voi, disse, o uomini della città, consiglio io di conoscere voi stessi. E soprattutto lo fareste, se rifletteste su che cosa dovete andar superbi, tanto da cercare di comandare su di noi.  

 Siete forse più giusti? Ma il popolo, pur essendo più povero di voi, non vi ha mai fatto torto per denaro; mentre voi, che siete i più ricchi di tutti, avete compiuto molte azioni vergognose per avidità di guadagno.  

Poiché dunque nulla vi appartiene della giustizia, considerate allora se forse dovete gloriarvi del vostro coraggio. E quale giudizio più chiaro di questo si potrebbe dare, se non ricordando come abbiamo combattuto gli uni contro gli altri?  

 Eppure, direste voi che la vostra prudenza vi rende superiori, voi che, pur avendo mura, armi, denaro e alleati peloponnesiaci, siete stati presi da chi nulla di tutto ciò possedeva?  

 O pensate forse di dovervi inorgoglire per i Lacedemoni? Ma come, se proprio loro, legandovi come si fa con cani che mordono e consegnandovi a questo popolo che avevate offeso, se ne sono andati via lasciandovi nelle sue mani?»



Teoria

 Usi dell'Accusativo

Oggetto: Esprime il complemento oggetto diretto (transitivo).

Moto a luogo: Indica la direzione o la meta di un'azione.

Estensione: Indica durata di tempo o estensione nello spazio.

Accusativo di relazione/limitazione: Limita il significato del verbo o dell'aggettivo a una determinata parte (es. "bravo la mente").

Accusativo assoluto: Participio + accusativo (spesso neutro) usato per costruzioni impersonali (es. δeόν, essendo necessario; ἐξόν, essendo possibile).

Doppio accusativo: Con verbi che reggono un accusativo della persona e uno della cosa (es. διδάσκω σε τὴν μουσικήν, insegno a te la musica)



Usi dell'Imperativo e dell'Ottativo

Imperativo: Esprime comando, preghiera o esortazione. Presente per azioni continuative, Aoristo per azioni puntuali.

Ottativo (indipendente):

Desiderativo: Esprime un desiderio realizzabile, spesso introdotto da εἴθε o εἰ γάρ (voglia il cielo che).

Potenziale: Esprime una possibilità nel presente o futuro, sempre unito alla particella ἄν (si traduce con il condizionale: "potrei", "direi").

Ottativo (dipendente/obliquo): Sostituisce congiuntivo o indicativo nelle subordinate quando la principale è a tempo storico.



Usi del Participio

Attributivo: Preceduto dall'articolo, equivale a una relativa (o un aggettivo).

Congiunto (circostanziale): Concorda con un termine della frase e ha valore temporale, causale, concessivo, ipotetico o finale.

Predicativo: Completa il significato di verbi come τυγχάνω (per caso), λανθάνω (di nascosto), φαίνομαι (chiaramente).

Genitivo Assoluto: Costruzione tipica (participio + sostantivo in genitivo) con valore di subordinata circostanziale.



Aggettivi Verbali

In -τός, -τή, -τόν: Indica possibilità o uno stato compiuto (es. λυτός = sciolto o solubile).

In -τέος, -τέα, -τέον: Indica dovere, necessità (gerundivo latino) e ha significato passivo (es. λυτέος = da sciogliersi, che deve essere sciolto)



Proposizioni Subordinate

Causali: Introdotte da ὅτι, ἐπεί, ἐπειδή, διότι + indicativo (causa reale) o ottativo (causa soggettiva/obliqua).

Comparative: Introdotte da ὡς, ὥσπερ (come), μάλλον ἤ (più che).

Concessive: Spesso rese col participio (talvolta con καίπερ) o con ἐάν/εἰ + congiuntivo/ottativo, spesso con particelle avversative.

Interrogative: Dirette (indicativo) o indirette (spesso ottativo obliquo). Le dubitative usano il congiuntivo o l'ottativo con μή.

Relative: Introdotte dal pronome relativo ὅς, ἥ, ὅ (modo indicativo). Il relativo può assumere valore finale, causale o consecutivo (spesso con ἄν + congiuntivo)



Periodo Ipotetico

I Tipo (Realtà): εἰ + indicativo / indicativo (o altro modo principale).

II Tipo (Irrealtà): εἰ + tempo storico / tempo storico + ἄν (es. εἰ εἶχον, ἐποίουν ἄν).

III Tipo (Eventualità/Possibilità):

Eventuale: ἐάν (o ἤν/ἄν) + congiuntivo / futuro (o altro modo principale).

Potenziale: εἰ + ottativo / ottativo + ἄν.

IV Tipo (Irrealtà della volontà): εἰ + ottativo / ottativo + ἄν (raro). 



Usi di ὡς e di ἄν


ὡς:

Connettivo: "come", "perché", "affinché".

Con participio: Causale soggettivo ("pensando che", "dato che") o finale.

Con ottativo: Desiderativo.

Con indicativo/infinito: Consecutivo.


ἄν: Particella modale fondamentale.

Con ottativo: Potenzialità (potrei).

Con tempi storici dell'indicativo: Irrealtà o irrealtà nel passato.

Con congiuntivo: Nelle proposizioni eventuali e relative eventuali (congiuntivo eventuale). 

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