Franca Viola e la fine del matrimonio riparatorio
Il 26 dicembre è un giorno che non si può dimenticare: quello in cui Franca Viola fu rapita ad Alcamo.
Prima di arrivare a tanto, i suoi aguzzini avevano già colpito la sua famiglia distruggendo il vigneto, incendiando il casale e arrivando perfino a minacciare il padre con una pistola.
Furono in tredici a compiere il sequestro: l’ex fidanzato Melodia, insieme a dodici complici, uomini legati alla mafia, privi di ogni scrupolo.
Per otto interminabili giorni, Franca fu picchiata, violentata e privata di cibo. Tutto per punirla: aveva avuto il coraggio di rifiutare il matrimonio con Melodia quando scoprì chi fosse davvero.
Il padre la sostenne, e per questo l’intera famiglia divenne bersaglio di violenze e ritorsioni.
Dopo quella terribile prigionia, i Viola finsero di cedere alle pressioni e accettarono l’idea di un «matrimonio riparatore».
Ma all’incontro, al posto di acconsentire, portarono con sé la polizia. Tutti i responsabili furono arrestati.Con il suo rifiuto, Franca Viola divenn
e un simbolo di liberazione e dignità.
Il suo coraggio e quello della sua famiglia segnarono l’inizio della fine del matrimonio riparatore in Italia.
Ancora oggi, a lei va la nostra gratitudine: per aver lottato non solo per sé, ma per tutte, e per aver mostrato al mondo la forza silenziosa della libertà e della dignità.

Commenti
Posta un commento