Epicuro, Lettera a Meneceo 131-132
Maturità 1991
“La vita è felice solo se è saggia, bella e giusta”.
Epicuro, Lettera a Meneceo 131-132
Versione di greco
Ὅταν οὖν λέγωμεν ἡδονὴν τέλος ὑπάρχειν, οὐ τὰς τῶν ἀσώτων ἡδονάς καὶ τὰς ἐν ἀπολαύσει κειμένας λέγομεν, ὥς τινες ἀγνοούντες καὶ οὐχ ὁμολογοῦντες ἢ κακῶς ἐκδεχόμενοι νομίζουσιν, ἀλλὰ τὸ μήτε ἀλγεῖν κατὰ σῶμα μήτε ταράττεσθαι κατὰ ψυχήν οὐ γὰρ πότοι καὶ κώμοι συνείροντες οὐδ᾽ ἀπολαύσεις παίδων καὶ γυναικῶν οὐδ᾿ ἰχθύων καὶ τῶν ἄλλων, ὅσα φέρει πολυτελής τράπεζα, τὸν ἡδὺν γεννᾷ βίον, ἀλλὰ νήφων λογισμὸς καὶ τὰς αἰτίας ἐξερευνῶν πάσης αἱρέσεως καὶ φυγῆς καὶ τὰς δόξας ἐξελαύνων, ἐξ ὧν πλεῖστος τὰς ψυχὰς καταλαμβάνει θόρυβος. Τούτων δὲ πάντων ἀρχὴ καὶ τὸ μέγιστον ἀγαθὸν φρόνησις. Διὸ καὶ φιλοσοφίας τιμιώτερον ὑπάρχει φρόνησις, ἐξ ἧς αἱ λοιπαὶ πᾶσαι πεφύκασιν ἀρεταί, διδάσκουσα ὡς οὐκ ἐστιν ἡδέως ζῆν ἄνευ τοῦ φρονίμως καὶ καλῶς καὶ δικαίως οὐδὲ φρονίμως καὶ καλῶς καὶ δικαίως ἄνευ τοῦ ἡδέως. Συμπεφύκασι γὰρ αἱ ἀρεταὶ τῷ ζῆν ἡδέως, καὶ τὸ ζῆν ἡδέως τούτων ἐστὶν ἀχώριστον.
Traduzione in italiano
«Quando dunque diciamo che il piacere è il fine, non intendiamo i piaceri dei dissoluti né quelli che consistono nel godimento, come credono alcuni che ignorano o non sono d’accordo o interpretano male, ma il non provare dolore nel corpo né turbamento nell’anima. Infatti, non banchetti e feste continue, né il godimento di ragazzi e donne, né di pesci e di tutto ciò che offre una tavola lussuosa generano una vita felice, ma un ragionamento sobrio che indaga le cause di ogni scelta e di ogni rifiuto e scaccia le opinioni da cui nasce il massimo turbamento delle anime. Di tutte queste cose principio e massimo bene è la prudenza. Perciò la prudenza è anche più preziosa della filosofia, da cui nascono tutte le altre virtù, poiché insegna che non è possibile vivere piacevolmente senza vivere con saggezza, bellezza e giustizia, né vivere con saggezza, bellezza e giustizia senza vivere piacevolmente. Infatti le virtù sono connaturate al vivere piacevolmente, e il vivere piacevolmente è inseparabile da esse.»
Spiegazione
Questo è un passo fondamentale della Lettera a Meneceo di Epicuro.
Epicuro chiarisce un punto spesso frainteso:
- Il piacere (ἡδονή) non è eccesso o dissolutezza, ma assenza di dolore (ἀπονία) e assenza di turbamento (ἀταραξία).
- La felicità non deriva dai piaceri intensi e materiali, ma da una lucida razionalità (νήφων λογισμός) che guida le scelte.
- Il concetto chiave è la φρόνησις (prudenza): è la capacità di valutare cosa cercare e cosa evitare.
- Le virtù (giustizia, bellezza morale, saggezza) non sono alternative al piacere: coincidono con esso, perché solo chi vive virtuosamente vive davvero senza turbamenti.
Un modo semplice per capirlo: per Epicuro, mangiare in modo moderato e stare tranquilli mentalmente dà più felicità duratura rispetto a una cena lussuosa seguita da ansia o eccessi.
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