Eclisse
Il frammento 122 West di Archiloco descrive un’eclisse totale di sole, molto probabilmente quella che nel 648 a.C. interessò l’Egeo settentrionale.
Secondo molti critici, il poeta fu testimone oculare di quell’evento mentre si trovava sull’isola di Taso (la più settentrionale dell’Egeo), che suo padre aveva colonizzato per conto dell’oligarchia aristocratica della sua isola natale, Paro, nelle Cicladi.
Testo greco
χρημάτων ἄελπτον οὐδέν ἐστιν οὐδ' ἀπώμοτον
θαυμάσιον, ἐπειδὴ Ζεὺς πατὴρ ᾿Ολυμπίων
ἐκ μεσημβρίης ἔθηκε νύκτ', ἀποκρύψας σέλας
ἡλίου λάμποντος, λυγρὸν δ' ἦλθ' ἐπ' ἀνθρώπους δέος.
ἐκ δὲ τοῦ καὶ πιστὰ πάντα κἀπίελπτα γίνεται
ἀνδράσιν• μηδεὶς ἔθ' ὑμέων θαυμαζέτω ὁρέων
μηδ' ὅταν δελφῖσι θῆρες ἀνταμείψωνται νομὸν
ἐνάλιον, καί σφιν θαλάσσης ἠχέεντα κύματα
φίλτερ' ἠπείρου γένηται, τοῖσι δ' ὑλέειν ὄρος.
Archiloco (Fr. 122 West)
Traduzione in italiano
Nulla di inatteso vi è più, né impossibile, né
straordinario, dacché Zeus, padre degli Olimpi,
da mezzogiorno fece notte, nascondendo la luce
del sole splendente, e funesto timore venne sugli uomini.
Da quel momento anche tutte le cose inattese diventano credibili
per gli uomini; nessuno di voi più si stupisca di quello che vede,
neppure se le fiere con i delfini si scambieranno il pascolo
marino, e i risonanti flutti del mare diverranno per loro
più cari della terraferma, mentre i delfini prefe
riranno il monte boscoso.
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