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Un esempio di fides

VERSIONE IN LATINO Post proelium Cannense Hannibal, Carthaginiensium imperator, ex captivis nostris electos decem Romam misit mandavit que eis pactusque est , ut, si populo Romano videretur , permutatio fieret captivorum et pro his, quos alteri plures acciperent , darent argenti pondo libram et selibram. Hoc, priusquam proficiscerentur , iusiurandum eos adegit redituros esse in castra Poenica, si Romani captivos non permutarent . Veniunt Romam decem captivi. Mandatum Poeni imperatoris in senatu exponunt . Permutatio senatui non placita est . Parentes cognati adfinesque captivorum amplexi eos postliminio in patriam redisse dicebant statumque eorum integrum incolumemque esse ac, ne ad hostes redire vellent , orabant . Tum octo ex his postliminium iustum non esse sibi responderunt , quoniam deiurio vincti forent , statimque, uti iurati erant , ad Hannibalem profecti sunt . ( Verde Participi, Azzurro Gerundi e gerundivi, Giallo tutti gli altri tempi verbali) TRADUZIONE IN ITALIA...

LA RINASCITA DELLE CITTA’ E DELLE ATTIVITA’ MANIFATTURIERE E COMMERCIALI. IL RITORNO ALLA CITTA’ DOPO IL MILLE

UN’IMPETUOSA RIPRESA DEMOGRAFICA Dopo il Mille si ebbe un forte aumento della popolazione e il recupero delle città. LA VIVACITA’ DELLA VITA URBANA Aumentando la popolazione e migliorando l’agricoltura, ripresero anche le attività commerciali e artigianali nelle città. Le città cominciarono a rifiorire nacquero nuove città lungo i fiumi e lungo i percorsi dei pellegrini. Anche i mercanti allargarono i loro orizzonti (cominciarono ad andare nei paesi più lontani) e cominciarono a investire il loro denaro per comprare ricchezze e fecero sviluppare costantemente le città . MANIFATTURE, BOTTEGHE E MERCATI Le maggiori città si svilupparono nell’Italia centro-settentrionale (centro e nord), nelle Fiandre (Belgio), nel Nord della Germania. LE CITTA’ NELLA PENISOLA ITALIANA In Italia tra il XII e il XIII si ebbe una rinascita urbana così grande da richiedere l’occupazione di spazi sempre maggiori . Tale crescita in Italia fu più veloce degli altri paesi, grazie agli insedia...

La rinascita delle città e l'età comunale

La lunga crisi della civiltà urbana in epoca altomedievale   Dalla città alla campagna, per sfuggire alle invasioni LA CRISI DELLE CITTA' E IL CALO DEMOGRAFICO Nei Regni romano-germanici, le città avevano perso importanza ed erano divenute insicure a causa delle violenze e dei saccheggi degli invasori. Ciò aveva spinto molti abitanti a fuggire nelle campagne . L'artigianato e il commercio si erano ridotti. Alcune città scomparvero del tutto, altre erano quasi disabitate. Guerre, pestilenze e povertà causarono una forte diminuzione della popolazione. UNA SOCIETA' E UN'ECONOMIA RURALI La società dell'Alto Medioevo divenne pertanto una società rurale . Scomparvero i luoghi tipici dei Romani: il foro, le terme, le basiliche, il circo. Nelle città rimasero solo le sedi vescovili. Molte persone cercarono lavoro e protezione nelle grandi aziende agricole dei proprietari terrieri, i latifondi . La proprietà terriera fu organizzat in un modo che portò alla nascita...

I doveri dei giovani e degli anziani

Versione di Latino, Cicerone Quoniam officia non eadem disparibus aetatibus tribuuntur aliaque sunt iuvenum, alia seniorum, aliquid etiam de hac distinctione dicendum est . Est igitur adulescentis maiores natu vereri exque iis deligere optimos et probatissimos, quorum consilio atque auctoritate nitatur : ineuntis enim aetatis inscitia senum constituenda et regenda prudentia est . Maxime autem haec aetas a libidinibus arcenda est exercenda que in labore patientiaque et animi et corporis, ut eorum et in bellicis et in civilibus officiis vigeat industria est . Atque etiam cum relaxare animos et dare se iucunditati volent , caveant intemperantiam,  meminerint verecundiae, quod erit facilius, si in eiusmodi quidem rebus maiores natu nolent interesse . Senibus autem labores corporis minuendi , exercitationes animi etiam augendae videntur , danda vero opera, ut et amicos et iuventutem et maxime rem publicam consilio et prudentia quam plurimum adiuvent . TRADUZIONE ...

Quando i libri sono nutrimento dell'anima...

“ Senza di me, ma non sono geloso, andrai, piccolo libro a Roma: ahimè, che non è permesso andarvi al tuo padrone. Va’, ma disadorno, come si addice al libro di un esiliato… E nemmeno vergognarti delle macchie! Chiunque le veda capirà Che sono state causate dalle mie lacrime... Va’ libro, e a nome mio saluta i luoghi a me cari! La poesia richiede che sia appartato e tranquillo chi scrive: io sono in balia del mare, del vento, dell’inverno selvaggio. Ma tu va’ per me, e contempla, tu che lo puoi, Roma. Volessero gli dèi che io ora potessi essere il mio libro! ” Tratto da: Ovidio, Tristia, Libro I

Il Basso Medioevo e l'Alto Medioevo

LA DIFESA DEL TERRITORIO E LA NASCITA DELLE SIGNORIE FEUDALI La riorganizzazione della società parte dal basso Le invasioni dei Saraceni, Ungari e Normanni ebbero grande successo perché 1. non incontrarono resistenze 2. si infiltrarono in luoghi vuoti Ci furono grandi danni materiali: saccheggi in Chiese e conventi, i campi furono abbandonati e calò la produzione di verdure e frutta, i commerci e l’artigianato entrarono in crisi. Anche la cultura fu colpita: le biblioteche furono distrutte e gli studi interrotti.  La gente viveva nella paura. I signori feudali approfittarono di questa situazione e costruirono i castelli (incastellamento) in cui le persone potevano sentirsi al sicuro. Inoltre, i signori cominciarono a amministrare la giustizia, emanare tasse e difendere lo Stato. I contadini liberi e i piccoli proprietari dovettero sottomettersi ai signori per avere protezione ed in cambio dovevano pagare al signore le corvées, tasse in natura e denaro (i soldi servivano per...

Invasioni nel Basso Medioevo

LE ULTIME INVASIONI: SARACENI, UNGARI E NORMANNI Le aggressioni di Saraceni e Ungari Tra il IX e il X secolo ci furono numerose invasioni in Europa (Spagna, Francia, Sud Italia e Sicilia) ad opera di Saraceni (pirati musulmani) e Ungari. Alla fine del IX secolo però, pur avendo i bizantini cacciato gli Arabi dal Sud Italia, essi riuscirono comunque a stabilirsi in Sicilia. I pirati saraceni aggredirono e saccheggiarono   prima le navi cristiane e poi le città costiere francesi e italiane. Gli Ungari (o magiari) invece erano un popolo nomade di origine ungherese. Essi nel X secolo assalirono le città e i monasteri del Nord Italia, della Germania, della Gallia e della Borgogna. Nel 955, però, l’imperatore Ottone I di Sassonia li sconfisse a Lechfeld, costringendoli a stabilizzarsi e a diventare cristiani. I Normanni, popolo di navigatori e razziatori Mentre i Saraceni e gli Ungari erano interessati solo ai bottini (metalli, oggetti preziosi, schiavi), i Normanni cambi...