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Asino e vecchio pastore

 Autore: Fedro 

Fedro attraverso questa favola vuole far capire che ai poveri non interessa minimamente se i governatori cambiano, dato che la loro misera condizione resta immutata. Questo è ciò che accade spesso con la politica.


    In principatu commutando civium nihil praeter domini nomen mutant pauperes. Id esse verum, parva haec fabella indicat. 

Asellum in prato timidus pascebat senex. Is hostium clamore subito territus suadebat asino fugere, ne possent capi. At ille lentus 'Quaeso, num binas mihi clitellas impositurum victorem putas?' Senex negavit. 'Ergo, quid refert mea cui serviam, clitellas dum portem unicas?'

      Quando nei governi cambiano le forme di potere, per i poveri non cambia niente, tranne il nome del padrone. E questa breve favola attesta che ciò è vero. 

Un anziano, timoroso, faceva pascolare in un prato il (suo) asinello. egli spaventato all'improvviso dal rumore dei nemici, persuadeva l’asino a fuggire, affinché non potessero essere presi. Ma quello (l’asino), lento: ‘Di grazia, pensi forse che il vincitore mi imporrà due carichi?’. L'anziano negò. ‘Dunque, che mi interessa chi servirò, porterò sempre un solo carico?’.

 

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