Plutarco e tanti filosofi dell'antichità, tra cui Pitagora ed Empedocle, non mangiavano carne animale.
Nel suo trattato "Sul mangiare carne" (facente parte dei Moralia), fu tra i più strenui difensori del vegetarianesimo.
Ἀλλὰ σὺ μὲν ἐρωτᾷς τίνι λόγῳ Πυθαγόρας ἀπείχετο σαρκοφαγίας, ἐγὼ δὲ θαυμάζω καὶ τίνι πάθει καὶ ποίᾳ (993b) ψυχῇ ἢ λόγῳ ὁ πρῶτος ἄνθρωπος ἥψατο φόνου στόματι καὶ τεθνηκότος ζῴου χείλεσι προσήψατο σαρκὸς καὶ νεκρῶν σωμάτων καὶ ἑώλων προθέμενος τραπέζας ὄψα καὶ τρυφὰς [καὶ] προσέτι εἶπεν τὰ μικρὸν ἔμπροσθεν βρυχώμενα μέρη καὶ φθεγγόμενα καὶ κινούμενα καὶ βλέποντα· πῶς ἡ ὄψις ὑπέμεινε τὸν φόνον σφαζομένων δερομένων διαμελιζομένων, πῶς ἡ ὄσφρησις ἤνεγκε τὴν ἀποφοράν, πῶς τὴν γεῦσιν οὐκ ἀπέστρεψεν ὁ μολυσμὸς ἑλκῶν ψαύουσαν ἀλλοτρίων καὶ τραυμάτων θανασίμων χυμοὺς καὶ ἰχῶρας ἀπολαμβάνουσαν'
Traduzione d'autore
Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima mumoriuggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva e sieri essudati da ferite mortali?
Traduzione di D. Magini.
Commenti
Posta un commento