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Profilo di Ferrer nei promessi sposi

La figura di Ferrer ne I promessi sposi di Alessandro Manzoni   Ferrer è il gran cancelliere spagnolo che a Milano sostituiva Don Gonzalo. Egli aveva imposto ai panettieri il prezzo a cui vendere il pane, ma ciò aveva aggravato la carestia e aveva dato inizio ai tumulti da parte del popolo. Egli è un politico che sa usare bene le sue doti, perché riesce a riportare per un po’ la calma tra i popolani; è   molto furbo e sa usare bene le leggi e la diplomazia e, soprattutto, le parole perché, usando sia l’italiano che lo spagnolo, riesce a far credere di essere un bravo politico a Renzo e ai tanti popolani accorsi ai forni, finge di essere disposto ad aiutare la povera gente contro i malvagi, come il vicario. Invece, il suo obiettivo è totalmente l’opposto e, infatti, prelevò e portò in salvo il vicario che rischiava di essere ucciso dal popolo inferocito.

La versione dei Persiani

Senofonte, Anabasi, II, 37-38 [37] Mετὰ  ταῦτα    ἐξῆλθον    φυλαττόμενοι    τῶν Ἑλλήνων στρατηγοὶ  μὲν  Κλεάνωρ  Ὀρχομένιος  καὶ  Σοφαίνετος Στυμφάλιος,  ξὺν  αὐτοῖς  δὲ  Ξενοφῶν  Ἀθηναῖος,  ὅπως μάθοι   τὰ  περὶ  Προξένου·   Χειρίσοφος  δὲ   ἐτύγχανεν   ἀπὼν ἐν  κώμῃ  τινὶ  ξὺν   ἄλλοις  ἐπισιτιζομένοις. [38]  ‘Eπειδὴ  δὲ ἔστησαν   εἰς  ἐπήκοον,   εἶπεν   Ἀριαῖος  τάδε.  Κλέαρχος  μέν, ὦ  ἄνδρες  Ἕλληνες,  ἐπεὶ   ἐπιορκῶν   τε   ἐφάνη   καὶ  τὰς  σπονδὰς   λύων ,   ἔχει   τὴν  δίκην   καὶ     τέθνηκε ,    Πρόξενος  δὲ  καὶ  Μένων,  ὅτι   κατήγγειλαν   αὐτοῦ  τὴν  ἐπιβουλήν,  ἐν μεγάλῃ  τιμῇ   εἰσιν .  Υμᾶς  δὲ  βασιλε...

Il cane millantatore al banchetto da Esopo

Un uomo preparava un sontuoso pranzo per invitare alcuni amici e parenti. E il suo cane chiamava un altro cane, dicendo: "O amico, vuoi pranzare insieme a me domani?". E l'altro (quello) accettò l’invito con piacere e il giorno seguente giunse a casa dell’amico, dicendo nel cuore: “Oggi mi nutrirò e mangerò fino alla sazietà". Il cuoco allora, avendolo visto mentre si avvicinava (lett. che si avvicinava) alle pentole, (lo) afferrò per un piede e subito lo lanciò fuori dalla finestra. Domandando(gli) gli amici come avesse mangiato e perchè uscisse dalla finestra, rispose: ”Ho pranzato ottimamente ma, ubriacatomi a causa dell’abbondante vino, ignoro la strada donde uscivo". E il cane millantatore e orgoglioso si allontanò per cercare un osso (come) rimedio della fame.

La letteratura francese e italiana nel Medioevo

Il Medioevo In Francia e nelle   regioni italiane (Umbria, Sicilia, Toscana si era perso l’uso del latino (usato solo come lingua scritta o parlata dalle persone più acculturate). Il popolo parlava invece le cosiddette lingue romanze (un misto di latino e della lingua dei popoli sottomessi) anche dette   VOLGARI (dal latino vulgus, "volgo, popolo"). In Francia, alla fine dell'XI secolo, cominciarono a usare il volgare anche per scrivere i testi letterari. Invece, in Italia si cominciano a scrivere opere in volgare nella metà del XIII secolo. Nell’anno Mille in tutta Europa vi era il sistema feudale : re, vassalli (rito dell’investitura, omaggio, feudo), valvassori, valvassini, guerrieri e funzionari, senza alcuna autorità centrale. L’Impero Carolingio (Francia, Germania, Nord Italia e Spagna del Nord), unificato da Carlo Magno, non durò a lungo e finì per essere frammentato. La società del Medioevo è divisa in nobiltà, clero e contadini . La religione cristiana ...

Carlo Magno e l'Impero Carolingio

Carlo Magno fu il più grande re del Medioevo. Ereditò il regno dal Padre Pipino il Breve. Il Papa lo chiamò in Italia in suo aiuto contro i longobardi che, guidati dal re Desiderio, avevano attaccato la Chiesa. Carlo Magno scese in Italia, sconfisse il re Desiderio e si proclamò re dei Longobardi (ma in realtà i longobardi non esistevano più). Carlo magno ebbe ottimi rapporti con il Papa e la notte di Natale  dell'800 fu proclamato Imperatore del Sacro Romano Impero dal papà Leone , per cui i l suo potere discendeva direttamente da Dio. Il papa e l'imperatore comandarono su tutta la società per tutto il medioevo: l'imperatore gestiva i territori, mentre la Chiesa gestiva le scuole e la cultura e i territori dello stato della chiesa. Sull'impero d'Oriente regnava invece una donna di nome Irene, dopo aver accecato suo figlio Costantino. Dopo numerose battaglie, nell'812 ci fu la pace tra Franchi e Bizantini con il trattato di pace di Aquisgrana. L'imper...

PLURALIA TANTUM

Pluralia tantum della I declinazione I sostantivi: angustiae, -arum  (passaggio stretto) cunae, -arum  (culla) deliciae, -arum  (delizia) divitiae, -arum  (ricchezza) epulae, -arum  (banchetto) indutiae, -arum  (tregua) insidiae, -arum  (agguato) minae, -arum  (minaccia) nuptiae, -arum  (le nozze) tenebrae, -arum  (tenebre) exequiae, -arum  (esequie) reliquiae, -arum  (reliquie) Kalendae, -arum  (primo giorno del mese) I nomi di città: Athenae, -arum  (Atene) Cannae, -arum  (Canne) Cumae, -arum  (Cuma) Pisae, -arum  (Pisa) Syracusae, -arum  (Siracusa) Thebae, -arum  (Tebe) Venetiae, -arum  (Venezia) Pluralia tantum della II declinazione I sostantivi: arma, -orum  (armi, soldati, forze militari) cibaria, -orum  (il cibo) exta, -orum  (viscere) fasti, -orum  (elenchi consolari) hiberna, -orum  (accampamento invernale) infer...